le mie auto (noi siamo ciò che guidiamo)

Anno dell’esame della patente di guida: 1986. Sul documento c’è ancora la foto dell’epoca (impressione!!!). I primi rudimenti, passaggio dalla prima alla seconda, su VW Golf L. Modello color panna, sedili color…. arancione (ad essere gentili). Ricordo ancora le plastiche dell’epoca ed il fatto che non esistessero poggiatesta, climatizzatore (oh my Lord) e cinture di sicurezza.Sul lato destro posteriore, in segno di giovanile rivolta, appiccicai un adesivo con Woodstock (quello di Schultz) appeso ad un palloncino. Scolorì melanconico come i tempi belli della gioventù.

Rimorchiare con la Ritmo bianca diesel di papà? Impossibile (ma papà me la prestava comunque volentieri). L’auto del festante raggiunto benessere (wow, cinque porte) prima che tangentopoli trascinasse tutti nel baratro. Indimenticabili l’accensione delle candelette e le vibrazioni stile trattore, ma con quella toccai i 140 su rettilineo in discesa. Siamo tutti Steve Mc Queen.

La Fiat Uno CS (bianca). Prima ancora che si parlasse di globalizzazione io ero già oltre. Il mio modello era costruito in Brasile. Aveva pure le fascette colorate sullo sportello (gialle e nere). I sedili erano comodi, ma beveva come un dromedario impazzito.

La Fiat Uno (base). Una regressione rispetto ai tempi belli: aveva solo 4 marce, gli interni poveri e nessun accessorio (a parte le cinture di sicurezza e, ah si,…  i poggiatesta). Con quella macchina lì ho fatto l’incidente più spettacolare della mia vita. Distrutta, ciao. Dimenticavo, colore bianco.

Seguì l’epoca felice della Fiat Punto ELX quando l’italiano medio ragionava ancora in lire ed il futuro dell’euro appariva radioso e carico di promesse. Ed anche in questo caso il colore della carrozzeria era bianco.

Poi, parentesi scooteristica interrotta nel 2001 con il ritorno allo straniero: Opel Corsa 1.2 16 v modello elegance. Il lusso del nuovo millennio: la radio, il lettore cd, il clima, i finestrini elettrici, la custodia porta occhiali da sole. Oh Mariiiaaa. I viaggi più belli, dalla Corsica alla Puglia, li ho fatti con lei. Colore bianco!

La famiglia si ingrandisce nel 2006 e con l’arrivo di Bumburella, si passa alla monovolume. Opel Meriva con i sedili che si sdoppiano, abbassano, nascondono, allungano, allargano ecc. ecc. E vai con i passeggini, i pannolini, i giocattolini, i vomitini. Una botta di vita: colore grigio metallizzato.

Ma sto pensando seriamente di passare alla bicicletta.

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