Archivi del mese: febbraio 2012

questione di lettere

Sono ormai passati un pò di giorni da quando Elizabeth ci ha lasciati. Ci siamo distratti con altre notizie, ci siam fatti prendere da altre ansie. Beh, io adesso non mi sento di fare un vero e proprio necrologio, ma vorrei dire,  insomma, che seconde me, al di là dei problemi con la droga, il marito e la depressione, ecco, secondo me a Whitney l’hanno ammazzata tutte quella “acca”, quelle “enne” quelle “vu doppie”, quelle “ti”. Troppe, ravvicinate, invadenti: Whitney Elizabeth Houston. Un dramma.

farfalle

La fuffa mediatica di questi giorni è dedicata alle farfalle, agli inguini mostrati, alla contrapposizione belle figliuole-inutili maschi. Di fuffa trattasi. Cui vorrei far da contraltare invitando le masse ad andare a vedere “The iron lady”. Un film bellissimo, con una strepitosa Meryl Streep che interpreta i fantasmi senili di Margaret Thatcher, già primo Mininistro inglese e dimostrazione vivente che quando le donne ci si mettono sono capaci, ah se sono capaci!

“Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei”. (ipse dixit)

impara l’arte e mettila da parte

una recensione a metà

Vorrei parlare, in modo precario, di due film attualmente in programmazione: “Hugo Cabret” e “The artist”.  La precarietà sta nel fatto che del primo sono riuscito a vedere solo il primo tempo, causa “Leolino anni due scassapalle che non ne voleva più sapere”, mentre del secondo ho visto solo il  trailer, ma letto una vagonata di commenti in giro. Con un così parziale bagaglio di conoscenze (da far invidia ad un vero giornalista) la mia personale sensazione è la seguente: siamo in piena crisi da “verginità perduta”. Altrimenti perchè un Martin Scorsese avrebbe dovuto tirare fuori una storia che ruota intorno alla figura di Georges Méliès , illusionista e primo vero sperimentatore delle tecniche cinematografiche (la somiglianza con Ben Kinglsey è sorprendente)? Per  mostrare, forse, quant’era bella la “macchina dei sogni”, quant’era più pura e semplice la società, piena di speranza verso un futuro che, invece, stava per riservarci un secondo conflitto mondiale? Credo di sì. Come pure la storia muta ed in bianco e nero di “The artist”, collocata in un’epoca ben definita, in un momento di cambiamento è lo spunto per parlare d’amore con semplicità e con un linguaggio  facile da comprendere (senza mediazioni, senza “stuporoni”).

Più dei film tutti effetti speciali, più dei milioni delle superproduzioni, più di qualsiasi tentativo di stupire e di spostare l’asticella un pò più in là, i due film in questione sono uno sguardo all’indietro per capire da dove siamo partiti e che strada abbiamo fatto (cinematograficamente parlando,  ma non solo). I linguaggi sono cambiati e viviamo nell’epoca della sovrabbondanza, ma siamo sicuri che tutto ciò ci serve? Gli spezzoni in bianco e nero delle comiche originali dell’epoca in Hugo Cabret hanno fatto uno strano effetto sul pubblico, come se il nocciolo della questione fosse  lì, in un angolo remoto del nostro cuore: tornare ad essere piccoli, tornare a guardare il mondo con occhi nuovi e felici.

giocando a tetris

Stanotte bambolina uno è rimasta a dormire nel lettone di mamma e papà. Il che è equivalso, per me, a dover dormire di fianco, su una striscia di pochi centimetri, sospeso sul vuoto.Ma le combinazioni possibili, sono quasi infinite. E più sono piccoli, più riescono ad essere capaci di invadere ogni piccolo spazio.

Nella vignetta sopra riportata alcune posizioni speciali già ampiamente testate…

Dottor Zivago

Pareva di stare nella steppa siberiana. Mancavano solo i lupi. Però, invece, eravamo solo a Roma. Dove ha nevicato di nuovo, sia pure in modo disomogeneo sulla città (e nulla  a che vedere, comunque, con le carrettate di neve che hanno sommerso Abruzzo, Marche, Molise, Basilicata  ed Emilia Romagna). Ho affrontato il nuovo cimento con giacca a vento, stivaletti tattici e buona volontà.

Comunque due nevicate così, nell’arco di una settimana, a Roma non s’erano mai viste.

appeso ad un filo

Ci sono momenti nella vita in cui senti che, sebbene stai dando il massimo, le cose non sembrano mai complete…