milano

Era da un pò di tempo che non andavo a Milano (un paio d’anni, forse). A Milano, di solito si va per lavoro. Allora, per far le cose per bene, ho tirato fuori gli ingredienti: freccia rossa, prima classe, 3ore e 25 minuti, tutti seduti con il computer acceso, l’iphone, il wi-fi , le giacche e le cravatte, 300 km all’ora ecc ecc. Arrivato a destinazione mi son quasi commosso: c’era il sole; la stazione centrale era tutta nuova e rinnovata e ovunque c’erano un sacco di milanesi intenti a far le loro cose. Ma lo stupore più grande, (deh!) è stato vedere le nuove torri, i nuovi palazzi, lo sviluppo verticale che tanti lutti addussero a Santoro e compagnia cantante (speculazione, cementificazione, mazzette, partiti politici, imprenditori rampanti, ombre dei palazzi su tranquilli condomini e tutta quella confusione là).

Beh, per farla breve, a me come sta venendo fuori Milano tutto sommato piace: è una sfida, una possibilità di cambiamento, una scelta. Quasi un tentar di prendere il volo (certo non è New York… ma quasi). Meglio comunque che l’immobilismo e l’inutile dire no a tutto e tutti. E poi, vuoi mettere, avere un birillo di 70 piani in cemento e vetro che, manco al Monopoli, da qualunque punto ti giri almeno sai dove si trova Porta Garibaldi?

 

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