mica ve la diamo a bere

acqua bussi

“Bussi è stato da sempre considerato un sito interessante grazie all’acqua, così nel 1901 la società Franco-Svizzera di Elettricità, divenuta poi Società Italiana di Elettrochimica, ottenne la concessione di installare impianti per la produzione di cloro, sfruttando il fiume sia per il fabbisogno di acqua dell’industria stessa che per la produzione di energia elettrica. Nel 1907 Bussi rappresenta la prima produzione in Italia dell’alluminio con il metodo elettrochimico. Dopo la Prima Guerra Mondiale il polo industriale si concentra sulla produzione di Ferro-Silicio (corazze per le navi), Clorati (per esplosivi), Fosgene (da Tetracloruro di Carbonio per gas asfissianti), Ioduro e Cloruro di Benzile (gas irritanti e lacrimogeni), Acido Benzoico (irritanti). Nel dopoguerra, dopo un periodo in discesa, torna protagonista nel panorama della chimica nazionale con idrogeno e azoto. Nel 1921 la svolta definitiva con la “Società Elettrochimica Novarese”, che porta alla completa industrializzazione dell’Alta Val Pescara. Secondo alcune testimonianze, intorno al 1930 si sarebbe prodotto anche l’Iprite (il gas nervino che provocava ustioni e distruzione delle cellule) che Mussolini impiegò in Etiopia. Il gas era stato messo al bando dalla Convenzione di Ginevra fin dal 1925. Sempre nello stesso periodo gli impianti passarono sotto la gestione della Montecatini che dal 1960 concentrò lo sfruttamento per la produzione di cloro, clorometani, cloruro ammonico, piombo tetraetile e trielina. Nel luglio del 1966 venne costituita la SIAC (Società Italiana Additivi per Carburanti) che assunse, nel gennaio del 1967, la gestione del settore produttivo piombo-alchili. Tra il 1989 e il 1994 furono potenziati gli impianti per l’acqua ossigenata e per il clorometano. Nel 1995 fu installato un nuovo impianto per la produzione di detergenti domestici con la caratteristica di esercitare a freddo l’effetto sbiancante a cui si uniscono le proprietà battericide.

Il boom demografico registrato nel trentennio 1930-1960 è evidentemente legato al benessere portato dal notevole sviluppo del polo industriale bussese dove gran parte della popolazione maschile del paese trovò lavoro”.

(informazioni tratte dalla pagina di wikipedia dedicata al Comune di Bussi)

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