vivere preoccupati

Tutti abbiamo il potenziale di raggiungere la “Buddità”, ma non ci riusciremo mai. Il mondo lo fa apposta a gettarci addosso motivi di preoccupazione: malattie, pandemie, carestie, guerre e terrorismo, crisi economiche ed, in ultima analisi, lotta per la sopravvivenza. Da quando nasciamo (la prima cosa che fanno, in Italia, è di assegnarti il codice fiscale: ovvero come predestinarti alle rotture di coglioni da subito) al giorno della nostra morte (si spera il più tardi possibile, ma esistono diecimila modi per finire presto quando invece vorresti rimanere un altro pochino, per favore) è un continuum spazio-temporale di spiacevoli eventi.

Forse ho trovato il rimedio: qui sotto (da me medesimo fotografato al Macro di Roma).

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