comequandofuoripiove

Quando piove,  a Roma, scattano i “Disagi”: le stazioni della metro allagate, i tombini tappati, le scuole chiuse, il traffico impazzito, gli incidenti stradali, i cambiamenti climatici. Tutto congiura contro i poveri cittadini. Che masticano amaro, alzano i pugni al cielo, twittano frasi sprezzanti e continuano a rotolarsi nel fango di un’esistenza priva di bellezza o slanci ideali.

Quando piove, a Roma, a me viene da pensare a quanto sia bello fare l’amore in un bel lettone, con i libri ordinati sopra il ripiano, con o senza musica, nella penombra  squarciata dai fulmini. Se le onde del piacere sono come nubi gonfie, se lo scroscio ed i rumori attutiti sono la giusta cornice. Se il volto della persona che ami è più bello della paura di perdersi.

Diciamolo: la gente ha perso la fiducia (e la poesia) nelle piccole cose. La ritroviamo? Chissà …

foglia

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