serial killer & composti azotati

Ieri, approfittando del clima sereno di questi giorni (88.000 poliziotti alla caccia di 2 terroristi) , siamo andati a vedere “American sniper” di Clint Eastwood. Che è un film sulla guerra in Iraq dove i buoni sono gli americani ed i cattivi sono  …. brutti, sporchi e, appunto, cattivi. Eravamo reduci dalla trasmissione di Santoro dedicata ai tristi fatti di Parigi e da tutte le cronache h24 sparate in TV nelle scorse ore. Ci siamo sorbettati un’altra bella serie di ammazzamenti ed una storia (forse già vista), ma raccontata in maniera semplice e diretta, con un epilogo beffardo (un pò come la vita, no?). Una storia americana, per gli americani: piena di armi, di violenza. Priva, però, di odio. Qui ci si ammazza e basta, senza spiegare nulla, senza pretesti, senza disquisizioni. I campi sono precisi e netti: di qua noi, di là loro. Che è quello a cui in queste ore aspirano a farci credere coloro che agitano lo spettro della guerra totale. Magari fosse così semplice.

Intanto, in Africa,   in Nigeria, è in atto un massacro ben più grave di quello di Parigi. Ma, si sà, la vita di un nero vale assai meno di quella di uno scribacchino bianco.

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