echi di Le Corbusier (in Abruzzo)

E’ morto Le Corbusier, evviva Le Corbusier! Sono appena passati 50 anni da quando quest’uomo dagli occhialini rotondi, inventore del modulo seriale ripropositivo, si è allontanato al largo nel mar di Francia e non è più tornato. Un grande maestro del moderno (anche se io nei suoi casermoni giganteschi non ci vivrei manco morto) che ha provato ad influenzare anche altre menti. Ecco, le altre menti. Quelle che pianificano e urbanizzano i territori. Prendiamo ad esempio l’Abruzzo, la “regione verde e dei parchi”. Una terra di costruttori, in realtà: le migliori maestranze vengono da lì. Operai che hanno edificato Roma negli anni del “boom” e che da oltre 50 anni costruiscono nel loro territorio i famosi “casermoni” d’Abruzzo: cubature gigantesche e spesso inutilizzate. Villette a schiera ed alberghi mastodontici in cima a pizzi scoscesi ed irraggiungibili, scheletri di case iniziate negli anni ’70 e mai finite (complete di comignolo, coppi e vuoti), aree industriali dismesse con tetti di amianto da bonificare, orrendi cementifici piazzati proprio lì, nei Parchi. E piccoli centri urbani, popolati da anziani destinati all’oblio. Umani che abitano tante piccole casette in pietra che lentamente si spallano e vengono giù. L’Abruzzo degli orribili monumenti ai caduti, del moderno che invecchia subito ed alla prima scossa di terremoto si frantuma. L’Abruzzo fiero, che non vuole abbassare la testa, che ha protestato per il G8 de L’Aquila quando sono venuti i potenti della terra ed ha spernacchiato Renzi proprio poco tempo fa (ma spernacchiare Renzi ormai è lo sport nazionale. Vediamo chi si stanca prima). L’Abruzzo mai domo, fatto di gente onesta e generosa, abbarbicata al pezzettino di terra: il micro fazzoletto coltivato a uva o  ad ortaggi o lasciato andare in malora (ma che non te lo venderà mai … cascasse il mondo).  L’Abruzzo con le chiese e le chiesette. Quelle nuove, costruite da poco. Quelle che se ci fosse stato Le Corbusier, appunto, sarebbero state tutt’altra cosa. Due esempi per tutti?

La chiesa di San Silvestro a Sivignano, provincia de L’Aquila. Qui sotto in tutto il suo “splendore” architettonico (con tanto di madonnina in “piscina”, scritta a lettere romane dell’anno di costruzione MCMLVI e campanile rinnovato):

sivignano chiesa san silvestro

E la chiesa della Madonna della neve a Roccaraso, immaginata e realizzata con ben altri esiti:

chiesa madonna della neve roccaraso

Ah, Le Corbusier, Le Corbusier …

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