l’america triste

“La ricerca della felicità” in questo momento negli USA è parecchio difficile. E ciò appare ancora più singolare considerate le attese riposte nel primo presidente nero della storia statunitense, uno che nella campagna elettorale aveva usato parole come “hope” e “yes we can”. Tutto possibile? Neanche un pò. Gli slogan possono essere belli quanto vi pare, ma la realtà della discriminazione è evidente. Noi europei, che siamo un pò più vecchi e saggi, usiamo dire “chi di speranza vive, disperato muore”. L’America è disperata. Vuota come le fotografie di una mia amica che ritraggono spazi enormi e abbandonati, oggetti quotidiani spettrali e freddi. L’America è triste. Come l’involuzione dei tre concerti di Woodstock dal 1969 al 1999: una parabola discendente senza arresto. Fra l’allora e ora un abisso in termini musicali e di ideali …

gigicat

Del resto cosa potrà mai insegnare al mondo una nazione che è stata fondata sullo schiavismo e la segregazione?

 

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