zombies

I social networks (ed in particolare Facebook) giocano grandi scherzi. Mi riferisco alle notizie che si ripropongono (come i peperoni) ad anni di distanza. In questi giorni, ad esempio, è tornata urgentemente alla ribalta la morte del Cardinal Tonini (2013) e della distruzione di un gesso del Canova (stesso anno).  La reazione dei più è “poretto, come mi dispiace” (nel caso del Cardinale) e “maledetti tutti” (nel caso del gesso). Insomma cordoglio ed indignazione a scoppio ritardato, perchè all’epoca dei fatti molti di noi pensavano ad altro e non hanno “registrato” gli eventi. Il che pone inquietanti domande sulla labilità della memoria, sulla sovrabbondanza dell’informazione e sul poco spazio cerebrale a disposizione. I paradossi sono più di uno: siamo super informati molto tempestivamente, ma il tempo di decadenza di una notizia è rapidissimo; non riusciamo più a conservare l’informazione o le dedichiamo un’attenzione superficiale; abbiamo lasciato ad altri il controllo dell’informazione e rischiamo di essere in qualche modo manipolati se vengono meno gli strumenti del controllo incrociato;   infine, abbiamo delegato quasi in toto ai social la gestione dei nostri umori quotidiani, senza realmente renderci conto di cosa accade nel mondo.

Adesso vado che devo rispondere ad un post di John Lennon.

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