Zucchini (i racconti del sottocasa)

Fino a qualche tempo fa, vicino casa mia, c’era un baretto di quartiere, tra il parrucchiere dei cinesi e la pizzeria, dove si raggruppava l’umanità varia e derelitta: pensionati appassionati dei giochi di carte, immigrati con la slot machine facile, lavoratori (operai ormai non fa più fino) da fine turno, lesbiche problematiche, ubriaconi dell’est-europa. Gente un pò così, a rotazione in varie ore della giornata (anche per fasce di tempo libero), abituata a trascorrere qualche tempo seduta ai tavolini. A conversare, a parlar male del governo o della squadra di calcio Y, a tirar giù madonne o affogare qualche dispiacere in un bicchiere. Gente normale, popolare, banale, con poche speranze. Umanità.

Da alcune settimane il bar è stato chiuso e trasformato in un cantiere. Prima era piuttosto sordido ed anche un pò lurido. Adesso, invece, è in corso la ristrutturazione e già si vede che sarà una cosa diversa: moderno, pulito, addirittura internazionale. Si chiamerà bar “courgette”. Un bar  denominato “zucchina”, alla francese, a Roma….

Con buona pace degli amici di prima.

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