odori indescrivibili (i racconti del sottocasa)

Prendere la metropolitana a Roma è un’esperienza surreale (come  surreale è la vita).Oggi, ad esempio, salgo alla solita fermata,  carrozza in testa (come d’abitudine) e trovo accovacciato a terra un tipo massiccio, testa pelata, vestito con tuta e vecchio giubbotto. Intorno, il vuoto. Gente che si scansa, sguardi di riprovazione. La metro non era particolarmente piena (fatto insolito). Il tipo emanava un odore disgustoso. Forse un barbone con problemi mentali. Ad un certo punto si è liberato un posto ed il tipo si è seduto. E durante la corsa fino a quando sono sceso, ad ogni fermata, appena una persona si sedeva accanto a lui, ignara del perchè ci fosse così tanto spazio lì intorno, ho registrato le reazioni schifiltose delle persone. Quello che si è seduto con il sorriso trionfante (c’ho il posto e voi viaggiate in piedi) e  pochi istanti dopo boccheggiava disperato. Quella che era vestita elegante ed ha resistito per buona educazione un paio di fermate, ma poi no,… non  era proprio possibile. Chi  ha fatto il vago ed ha affrontato stoicamente la prova. Nella generale indifferenza di cuffiette e sguardi chini sui cellulari.

Niente di grave. Solo un pò di puzza.

 

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