gli incivili invincibili

Questo fine settimana ho fatto una gita con i pargoli a Tuscania. Abbiamo visitato il borgo e poi ci siamo fermati a vedere la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Un capolavoro di architettura, con la sua facciata ed i suoi interni spogli e corrosi dal tempo. Ci son cose lì, dentro e fuori, che suscitano stupore e meraviglia. Ogni volta che mi accosto ai monumenti ho sempre una certa reverenziale prudenza. Mi nasce spontaneo il senso di rispetto per l’ingegno dell’uomo, per la ricerca della bellezza. Pervaso da cotali alti sentimenti  mi sono avvicinato al presbiterio. Sul lato sinistro c’è un altare  con “fenestrella” elemento tipico delle “confessio” ossia i luoghi di sepoltura divenuti centri di devozione. E lì inciso nell’intonaco più e più volte c’era il nome di una fanciulla. Che, nel 1955, trovandosi a passare da quelle parti, trovò il tempo per lasciare la propria firma: nome e cognome.

Ecco a 62 anni esatti dall’impresa, o grafomane di cui voglio dimenticare il nome, mi auguro che tu sia morta tra indicibili sofferenze o che abbia avuto una vita grama e priva di soddisfazioni.

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