Oh, Jackie, Oh

Lacrime e sangue. Se dovessi fare una recensione sintetica a questo film. Un viaggio lento nel dolore di chi era fino a pochi attimi sulla cresta dell’onda e, dopo uno sparo, non è più nulla e non ha più nulla. Un film lento, composto, senza sbavature. Perfetto come solo Jackie poteva essere. Senza nulla lasciare al caso anche quando la vita è distrutta e nulla sarà più come prima. Per curiosità mi sono andato a riprendere il numero di National Geographic del marzo 1964 e sì, i fatti narrati e ricostruiti sono stati proprio quelli. Un funerale come rappresentazione e glorificazione. La costruzione del mito, guidata passo dopo passo.

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