vatti a fidare di certi giudici, di certi periti, di certi tutori dell’ordine

“15 ottobre 2009: Stefano viene fermato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di stupefacenti;

16 ottobre 2009: a piazzale Clodio si svolge l’udienza di convalida dell’arresto;

22 ottobre 2009: Cucchi muore all’ospedale Sandro Pertini. La Procura di Roma apre un’inchiesta.

5 giugno 2013: fine del processo in Assise che assolve tre agenti della polizia penitenziaria e tre infermieri del Pertini. Condannati a pene comprese fra gli 8 mesi e i 2 anni di reclusione sei medici in servizi alla struttura protetta dell’ospedale;

31 ottobre 2014: assoluzione per tutti gli imputati nel giudizio di appello;

12 gennaio 2015: la Corte d’assise d’appello deposita i motivi della sentenza, disponendo la trasmissione degli atti al pm per nuovi accertamenti sull’operato di alcuni carabinieri e sul pestaggio subito da Cucchi;

11 dicembre 2015: incidente probatorio davanti al gip che ordina una perizia sul pestaggio subito da Cucchi;

15 dicembre 2015: la Cassazione conferma le assoluzione di agenti, infermieri e del primo medico che visitò Cucchi al Pertini. Nuovo processo, invece, per gli altri medici la cui assoluzione viene ribadita il 18 luglio 2016 dalla corte d’assise d’appello perchè il fatto non sussiste;

4 ottobre 2016: il ‘pool’ di periti nominati dal giudice conclude gli accertamenti escludendo un nesso tra il violento pestaggio e il decesso di Cucchi. Per gli esperti, il geometra è morto improvvisamente di epilessia, ritenuta causa “dotata di maggiore forza e attendibilità”;

17 gennaio 2017: la Procura di Roma chiude l’inchiesta bis contestando il reato di omicidio preterintenzionale a tre carabinieri e negando che la causa della morte sia l’epilessia. Falso e calunnia sono gli altri reati ipotizzati a carico di altri due militari;

14 febbraio 2017: la Procura firma la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque carabinieri;

19 aprile 2017: la Cassazione annulla con rinvio le assoluzioni dei 5 medici dell’ospedale Pertini di Roma accusati di concorso in omicidio colposo.”

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