favolosi quegli anni

Il 1983 lo ricordo bene. L’anno prima l’Italia aveva vinto i mondiali in Spagna (una grande rivalsa internazionale). E l’anno dopo ero andato a passarvi le vacanze estive. O meglio ero andato in Catalogna.  Per me, giovane studentello liceale, cosa poteva mai significare avere a che fare con gente che parlava uno strano dialetto misto tra genovese, simil spagnolo  e corso? Gente che definiva Cristoforo Colombo catalano, che tifava per i blaugrana e parlava sempre e comunque di “indipendenza”?

L’estate del 1983 segnò per me grandi  scoperte:  Gaudì,  Mirò,  Picasso; le ramblas e i chiurros al cioccolato;molta musica che non avevo mai sentito prima. Luci e prospettive mai provate. Certo, anche l’adesivo con snoopy appiccicato sul retro delle macchine proclamava la propria catalanità.   Ma cosa importava? La catalogna del 1983 era bella, nuova, solare, divertente. Soprattutto libera.

Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie

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