The breakfast club

Hey, hey, hey, hey
Ooh woh !!!!

Ma quanto è bello un film che comincia così con i Simple Minds “della prima ora” che cantano e picchiano sulla batteria. E già nel testo della canzone c’è il manifesto:

Won’t you come see about me?

Che poi era il 1985 e io sono rimasto fermo lì, per sempre. I miei pargoli hanno apprezzato la storia di questi adolescenti, prigionieri un sabato in un college americano, a urlarsi contro cose spiacevoli, ma in fondo a scavarsi l’anima e a scoprirsi vivi e giovani.

Sono passati 32 anni da quell’esordio: gli attori protagonisti sono invecchiati male (tutti invecchiamo male); le generazioni si sono succedute, illuse di essere qualcosa di diverso. Cose nuove, cose sempre uguali.

Il “breakfast club” è ancora lì,  immutato nella sua claustrofobica pazzia. Love it.

bclub3

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