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spietate speranze

Ho perso tempo

a capire il mondo

e il mondo

per capire il tempo,

e ogni sua umana

distorsione.

(Gianluca Pavia – spietate speranze)

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Calore

In queste ore il mio corpo si dilata, squaglia, cola, gronda. Anche se sto fermo. Anche se provo ad opporre la minima resistenza. Maledetta bolla di calore.

disturbo oppositivo provocatorio

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In questi giorni pensavo all’Europa, al fatto che abbiamo smesso di ammazzarci tra europei da circa 70 anni (un tempo infinitamente breve rispetto alla storia dell’umanità).  Per puro diletto (e anche con un pò di morbosità)  ho  sfogliato su pinterest le foto dei soldati morti (di ogni nazione) durante la seconda guerra mondiale: una galleria di orrori senza fine.  Gente che si è sacrificata per ideologie folli e già scordate.  Quelle ferite non si sono rimarginate. Sono solo rimosse. Ogni tanto ci sono rigurgiti, nostaglie distorte dal tempo, ma c’è sempre il tentativo strisciante di delegittimare  gli altri. Noi europei, in fondo in fondo,  al di là delle belle parole dei trattati (che nessuno ha letto o o conosce), in realtà, ci odiamo ancora.

Fortissimamente (anche se noi europei del sud stiamo meglio perchè ci dedichiamo ad alcool e donne e moriremo, perciò, sorridenti con la patta aperta ed in stato etilico).

i cordplei (angel sent from up above… e pure un pò più in su)

Auuuuhuuu, Auhhhuuu (the scientist). I Coldplay mi piacevano ai tempi di “Yellow” per quella faccia storta sotto un cielo di stelle e la saliva alla bocca del cantante (come si chiama? Coso cosetto … ). Erano giovani e chitarrosi. E  poi cantavano slow and pop. Erano cold ed anche un pò play. Non li ho mai persi di vista in questi anni. Siamo cresciuti insieme, si può dire. Un buon gruppetto, che fa il suo mestiere: educati, colorati, non particolarmente impegnati, felici e spensierati. Un pò come dovrebbe essere la musica. Non dei mostri. No, no di certo.  Mi ricordo pure di essere andato al loro concerto al “centrale del tennis”, a Roma (ma l’amore mio non ricorda, comincia avere una certa età).

Tutto questo per dire che fare bagarinaggio elettronico per il  concerto di San Siro,  a luglio 2017, è da idioti. E’ immotivato.  Per quella data spero di essere vivo, altrove e molto, ma molto felice.  Para-para-paradise.

G come generico

Dunque è uscito il nuovo singolo del Liga che si intitola “G come giungla”. E subito mi vien da pensare a “Welcome to the jungle”, ma anche a “Jumangi” (che avevano altri esiti, però). Il video è molto bello e patinato. La scelta dei colori perfetta, la mise del cantante impeccabile, persino la nuance dei capelli. Il motivetto orecchiabile. Ma mi fermerei lì. Ora, caro Luciano Riccardo, che fai musica dal 1988 e dunque dovresti aver raggiunto una certa maturità e consapevolezza, come me li spieghi dei versi tipo:

G come guerra

e giù tutti quanti per terra

non basta restare al riparo

chi vuol sopravvivere deve cambiare

Possibile che con tutte le cose (brutte) che accadono ogni giorno nel mondo questo è il massimo che riesci a tirar fuori? Mamma mia che tristezza.

è proprio quando ti senti un po’ in pace

che sa presentarsi la bestia feroce

Ecco li vogliamo tirare fuori questi coglioni….

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eroi nazionali

Charles_Ponzi

Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi (1882-1949), più noto come Charles Ponzi, inventore dell’omonimo schema. Truffatore.

in memoria di Menophilos

Mentre ho trascorso la mia vita con gioia, sorriso, gioco e allegria, e ho dilettato l’animo con ogni tipo di piacere nell’arte del canto, mai afflitto, né ho pronunciato parole offensive, ma (sono stato) amico delle Muse, di Bacco e di Afrodite. Giunto dall’Asia in Italia, benchè giovane, ora giaccio tra i morti. Il mio nome è Menophilos.” (epitaffio di Menophilos, Roma Via Nomentana, Basilica di S.Agnese II° d.C.)