Archivi del mese: dicembre 2012

essere originali l’ultimo dell’anno

Buon 2013!!

noi siamo ciò che imbracciamo

Gli S.U.A. sono  un paese grande, grandissimo: due oceani (uno per lato), 5 fusi orari, 314 milioni di abitanti (circa), almeno 28 etnie differenti ed altrettanti credi religiosi. E’ difficile tenere insieme tutta questa roba. Ed, infatti, ogni tanto qualcuno “sbrocca”. E spara. Nei centri commericali, per strada, nelle università, nelle comuni delle sette religiose, nei cinema, a scuola. Ogni volta l’efferatezza sale di scala. Arrivando all’assurdo dei giorni scorsi in Connecticut. Se ne è parlato tanto. Anche David Letterman, nel suo seguitissimo show, ha fatto una chiosa, ricordando che negli ultimi 20 anni sono occorse almeno 70 gravi sparatorie con morti. E nel comunicare questo dato sembrava quasi che, non essendo solo un problema di armi o solo un problema di assistenza a problemi di instabilità mentale, le sparatorie fossero necessariamente incluse (ed irrinunciabili) nell’american way of life al pari di hamburger e superbowl.

Sandy Hook, invece, per me è un punto di non ritorno. Ho provato ad immaginare cosa possa significare, nella mia vita normale di genitore, confrontarsi con una mostruosità simile. Ogni mattina preparo i miei figli e li porto a scuola, non lontano da casa. Facciamo sempre la stessa strada: porto il più piccolo in braccio e la più grande mi segue diligente con il suo zainetto rosa. Davanti al cancello della scuola c’è la solita confusione: tanti piccoli che entrano spintonandosi, i genitori che salutano (e poi vanno a prendere un caffè al bar). Un bacio, lo chiedo sempre a mia figlia, prima che da sola salga le scale e sparisca alla mia vista. A questo punto posso cominciare la mia giornata da adulto che si svolge da un’altra parte. Mi fido della scuola (non ci sono metal detector, guardie giurate, sbarre alla finestre), mi fido degli insegnanti. La mia signorina sta imparando a scrivere e leggere ed insieme quando facciamo i compiti provo gioia nel vedere i suoi progressi.

Anche questa mattina ho baciato mia figlia e l’ho vista allontanarsi confusa tra gli altri bimbi. Lei non si è voltata.

american way of life« A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed. »

lost in pandoro

Il Natale venne con il suo strascico culinario fatto di tante (pesanti) cose. Uno spazio compreso tra un pranzo ed una cena (e numerosi chilometri in mezzo).

22 dicembre 2012

‘ntu culo ai Maya.

per tutto il resto…

I miei passi nelle scarpe di cuoio, tre libri di poesia nella tasca sinistra del cappotto, la musica nelle cuffiette e l’alba che sorge.

Per tutto il resto c’è mastercard…

tre (è bello cedere ai sentimentalismi)

E’ difficile essere obiettivi quando si parla dei propri figli. Sono parte di noi, sono la nostra “navicella” sparata verso il futuro. Ma sono anche diversi da noi e non saranno mai in grado di soddisfare tutte le nostre attese. Sono belli, complicati, a volte noiosi. Tante volte ci faranno preoccupare, ma il più delle volte ci faranno sorridere e ci daranno forza e sicurezza.

Leo, adesso, ha tre anni.

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Moleskine limited edition

Lo Hobbit è qui. Stupendous!!!