com’è strano dare fuoco alle palme a Milano

Fosse ancora vivo Dino Buzzati, chissà come l’avrebbe presa questa storia di palme e banani piantati da una multinazionale americana sulla piazza del duomo a Milano.  Gli imbecillotti comuni hanno messo in piedi la solita cagnara su “Difendi Milano” dal complotto (giudaico-massonico che va sempre di moda, và), ma qui si rasenta il ridicolo. Che male vi hanno fatto le palme? Con la loro storia che affonda in tempi lontanissimi. Motivo di ispirazione architettonica, ma anche diffuse un pò ovunque, anche lontano dall’areale di origine. Alcune palme resistono al freddo e si possono trovare addirittura in Scozia e Norvegia. Non è mirabile l’adattamento? Uno pensa che la palma sia solo in Egitto e se la ritrova in Asia, Africa, Australia ed Europa.

E poi, vogliamo parlare della simbologia cristiana (se è quello il problema delle radici culturali e religiose nazional)?  La palma è il simbolo del martirio. La si trova raffigurata su epigrafi,  tombe, affreschi, sarcofagi ecc associata al monogramma di Cristo. Che vogliamo fare? Niente più domenica delle palme?

Dai su difendiamo Milano:  dai mostri nella testa dei buzzurri ignoranti.

c_2_foto_201046_image

e che ci facciamo con il settantasette?

Che ci facciamo con il ’77? Non è una posizione da kamasutra. Hanno ammazzato un Presidente del Consiglio dei Ministri che non era dei peggiori (mentre altri avrebbero meritato l’inferno e, invece, sono ancora qui). Quelli del “movimento” si sono sistemati bene (più o meno) ed hanno lasciato dietro di sè solo macerie. Gente che oggi ha superato i 60 anni. Vecchi, insomma. Che stiamo a rimpiangere? Le P 38?

05

 

 

Immagine

casa gialla

Thayath, La Casa Gialla

sweet dreams

Ultimamente dormo male. Poco. Senza riposare veramente. C’ho un pò di angosce che premono dentro. Ed un grande senso di smarrimento. Il tempo passa e sembra di essere invischiati in un fango limaccioso e denso che risucchia desideri e speranze.

Insomma un periodo allegro.

6385366227_4625f48b4c

fare i conti con l’amore

a7dc80b02349e102c79f1ad45b72a673

L’amore cambia, perchè noi cambiamo. Ma in fondo vorremmo essere sempre giovani, entusiasti, folli, semplici, anche un pò babbei … nel cuore.

gli incivili invincibili

Questo fine settimana ho fatto una gita con i pargoli a Tuscania. Abbiamo visitato il borgo e poi ci siamo fermati a vedere la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Un capolavoro di architettura, con la sua facciata ed i suoi interni spogli e corrosi dal tempo. Ci son cose lì, dentro e fuori, che suscitano stupore e meraviglia. Ogni volta che mi accosto ai monumenti ho sempre una certa reverenziale prudenza. Mi nasce spontaneo il senso di rispetto per l’ingegno dell’uomo, per la ricerca della bellezza. Pervaso da cotali alti sentimenti  mi sono avvicinato al presbiterio. Sul lato sinistro c’è un altare  con “fenestrella” elemento tipico delle “confessio” ossia i luoghi di sepoltura divenuti centri di devozione. E lì inciso nell’intonaco più e più volte c’era il nome di una fanciulla. Che, nel 1955, trovandosi a passare da quelle parti, trovò il tempo per lasciare la propria firma: nome e cognome.

Ecco a 62 anni esatti dall’impresa, o grafomane di cui voglio dimenticare il nome, mi auguro che tu sia morta tra indicibili sofferenze o che abbia avuto una vita grama e priva di soddisfazioni.

prendersi le giuste pause

Non passavo in queste stanze da molti giorni ormai. Avrete pensato: è morto! Macchè. Stavo chiudendo i conti con il 2016 e provando a sperare in un 2017 migliore. Ma vi confermo che anche questo sarà un anno di mer**.