canotti

Venghino siori, venghino alla grande fiera delle vanità. Venghino a rimirar le varie Leila, Annarita, Vittoria, Giuditta, Jessica, ecc. ecc, che dalle loro camerette, stanzette, tinelli, bagnetti, spiaggette, abitacoli di auto, supermercati e bordo piscina, si atteggiano a gran dame mostrando generose il decoltè e la boccuccia a culo di gallina. Tutte uguali, tutte seriali, tutte fisse a guardar nell’obiettivo,  a lanciare sguardi di conquista verso il nulla.

Qui l’unica tizia interessante in grado di raccontare una storia è effigiata qui sotto…

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vignette

C’è qualcosa che mi sfugge nell’acceso ed utilissimo dibattito sulle vignette dei mentecatti di Charlie Hebdo. Il fatto che si possa  parlare di satira. Satira?

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. » Questo è ciò che pensa la Cassazione. Ora fatemi  capire, un terremoto nella sua naturale ed imprevedibile manifestazione quale aspetto esecrabile dovrebbe contenere? No perchè la prima vignetta sembrava parlasse di quello. O forse parlava di cucina. Poi è arrivata la seconda vignetta e lì, signore e signori, ecco la pochezza culturale del satirico. Le case costruite dalla mafia!!! Cioè parliamo, ad esempio, di Amatrice inclusa nel  Giustizierato d’Abruzzo (1265-1273). Quando la mafia non c’era. Proprio no. Altri problemi, ma non la mafia.

G come generico

Dunque è uscito il nuovo singolo del Liga che si intitola “G come giungla”. E subito mi vien da pensare a “Welcome to the jungle”, ma anche a “Jumangi” (che avevano altri esiti, però). Il video è molto bello e patinato. La scelta dei colori perfetta, la mise del cantante impeccabile, persino la nuance dei capelli. Il motivetto orecchiabile. Ma mi fermerei lì. Ora, caro Luciano Riccardo, che fai musica dal 1988 e dunque dovresti aver raggiunto una certa maturità e consapevolezza, come me li spieghi dei versi tipo:

G come guerra

e giù tutti quanti per terra

non basta restare al riparo

chi vuol sopravvivere deve cambiare

Possibile che con tutte le cose (brutte) che accadono ogni giorno nel mondo questo è il massimo che riesci a tirar fuori? Mamma mia che tristezza.

è proprio quando ti senti un po’ in pace

che sa presentarsi la bestia feroce

Ecco li vogliamo tirare fuori questi coglioni….

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quando solo il brutto sopravvive

Il sisma del 24 agosto ultimo scorso è stato l’ennesimo salto nel peggio dal punto di vista dell’informazione. Rispetto al 2009 (L’Aquila) ho assistito al preponderante strapotere dei social netework per rapidità di diffusione delle informazioni e sopratutto delle cazzate. Ormai la spirale di degenerazione non sembra conoscere limiti: è una continua ricerca di responsabilità, cause, concause, “io l’avevo detto“, livore e metterci dentro cose incredibili e non necessarie (vedi polemica inutile sugli immigrati o considerazioni amene sulla solidità degli edifici costruiti al tempo del ventennio. Il nostalgico ci sta sempre). In realtà oggi non esiste più “l’informazione”. Esistono dei tipi che vanno in giro armati di smartphone (a volte telecamera), che riprendono a casaccio. Ci sono persone che confezionano bufale di ognì ordine e grado e le veicolano via web. Costringendo altri a fare ricerche ed a controreplicare alle bufale. In un vano e sterile affastellarsi di parole, immagini, meriti e demeriti.

In questo mare di macerie (morali e spirituali), si staglia in tutta la sua bruttezza, il   simbolo del sisma: l’orrore architetteonico di colore rosso costruito negli anni 50 sul corso principale di Amatrice. Rimasto quasi intatto, mentre intorno la bellezza si sbriciolava per sempre.

Avete vinto.

edifcio rosso amatrice

disgrazie

Le cose che mi infastidiscono di più durante le tragedie nazionali (terremoti ed alluvioni in primis) sono il profluvio di pareri non rischiesti, le esternazioni bieche ed utilitaristiche alle spalle dei morti, i commenti roboanti dei sapientoni,  le ricette salvifiche a posteriori, le cazzate sui social che lievitano di minuto in minuto.

Insomma, tutto l’inutile contorno, mentre ALTRI stanno facendo il loro dovere.

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eroi nazionali

Charles_Ponzi

Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi (1882-1949), più noto come Charles Ponzi, inventore dell’omonimo schema. Truffatore.

breaking all the rules

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A volte penso che si vive un’esistenza piena di frustrazioni.