quando solo il brutto sopravvive

Il sisma del 24 agosto ultimo scorso è stato l’ennesimo salto nel peggio dal punto di vista dell’informazione. Rispetto al 2009 (L’Aquila) ho assistito al preponderante strapotere dei social netework per rapidità di diffusione delle informazioni e sopratutto delle cazzate. Ormai la spirale di degenerazione non sembra conoscere limiti: è una continua ricerca di responsabilità, cause, concause, “io l’avevo detto“, livore e metterci dentro cose incredibili e non necessarie (vedi polemica inutile sugli immigrati o considerazioni amene sulla solidità degli edifici costruiti al tempo del ventennio. Il nostalgico ci sta sempre). In realtà oggi non esiste più “l’informazione”. Esistono dei tipi che vanno in giro armati di smartphone (a volte telecamera), che riprendono a casaccio. Ci sono persone che confezionano bufale di ognì ordine e grado e le veicolano via web. Costringendo altri a fare ricerche ed a controreplicare alle bufale. In un vano e sterile affastellarsi di parole, immagini, meriti e demeriti.

In questo mare di macerie (morali e spirituali), si staglia in tutta la sua bruttezza, il   simbolo del sisma: l’orrore architetteonico di colore rosso costruito negli anni 50 sul corso principale di Amatrice. Rimasto quasi intatto, mentre intorno la bellezza si sbriciolava per sempre.

Avete vinto.

edifcio rosso amatrice

disgrazie

Le cose che mi infastidiscono di più durante le tragedie nazionali (terremoti ed alluvioni in primis) sono il profluvio di pareri non rischiesti, le esternazioni bieche ed utilitaristiche alle spalle dei morti, i commenti roboanti dei sapientoni,  le ricette salvifiche a posteriori, le cazzate sui social che lievitano di minuto in minuto.

Insomma, tutto l’inutile contorno, mentre ALTRI stanno facendo il loro dovere.

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eroi nazionali

Charles_Ponzi

Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi (1882-1949), più noto come Charles Ponzi, inventore dell’omonimo schema. Truffatore.

breaking all the rules

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A volte penso che si vive un’esistenza piena di frustrazioni.

Aleppo la bigia

Corpi che vagano/ di silenzi pieni d’oblio/ di sangue che scorre goccia a goccia/ di battiti immobili/ di rivoli di sudore tra la polvere/ di lamenti di corvo”. Piccolo Omran che ti posso offrire? Potresti essere mio figlio. Tu che sopravvivi in una città popolata da arabi, armeni, curdi, circassi, turchi, cristiani e giudei. Patrimonio dell’umanità. E su quell’umanità ogni giorno nuove bombe. Che ti posso offrire? Il nome di un albero che porta il nome della tua città. Qualcuno ne pianterà ancora, e di nuovi, sulle sponde del mediterraneo. Per ora l’uomo si pasce di cenere.

rotolammo

Arrivò anche il Ferragosto, foriero di tavolate imbandite, sotto i raggi cocenti, focarelli e grigliate.

Felici rotolammo giù a valle. Pingui.

sessismo (la vignetta di Mannelli)

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Non mi risulta che all’epoca (2013) Bersani se la sia presa più di tanto …