Archivi del mese: aprile 2014

Immagine

la solitudine del selfie

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beatificazioni

‘Na mijardata de persone in piazza.

l’isola del tesoro

Ieri mattina, al mare, c’eravamo solo io e i miei due figli. Un intero, smisurato arenile tutto per noi. Il mare ci ha fatto dono di una lingua di sabbia calda e chiara, sospesa, tra le onde da un lato e il resto della spiaggia dall’altro. Lì abbiamo piantato lo stendardo, scavato, disegnato, raccolto legnetti, cercato i resti del naufragio, scrutato l’orizzonte. Vissuto felicemente.

Pasqua

Mangiammo pesce. E gli agnellini ce ne furono grati (i pesci un pò meno, ovviamente) . Bevemmo, molto e bene, ed alla fine risorgemmo da tavola, pingui e soddisfatti.

Una Pasqua materialista, insomma.

credevo fosse uno zaino (invece era un calesse)

Ci ritorno su, perchè qualcosa non mi convince. Le regole d’ingaggio sono sempre le stesse: hai un dissenso da manifestare (la tua divisa), ti assegnano un percorso da seguire, esci dal percorso per fare casino e tirare sassi contro i simboli del potere, i simboli del potere (che sono di carne come te) ti inseguono, ti manganellano e ti fanno anche un pò male.

Chi ha “più” ragione ?

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stylo

mussolini styleDeh, che stile!!! Quanto mi piace la destra all’amatriciana …

G.G. Marquez

“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”.

Ancora ricordo l’emozione di queste parole. E tutto quello che c’era dopo e dentro e intorno. Buon viaggio Gabriel. Io ti sono grato.