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favolosi quegli anni

Il 1983 lo ricordo bene. L’anno prima l’Italia aveva vinto i mondiali in Spagna (una grande rivalsa internazionale). E l’anno dopo ero andato a passarvi le vacanze estive. O meglio ero andato in Catalogna.  Per me, giovane studentello liceale, cosa poteva mai significare avere a che fare con gente che parlava uno strano dialetto misto tra genovese, simil spagnolo  e corso? Gente che definiva Cristoforo Colombo catalano, che tifava per i blaugrana e parlava sempre e comunque di “indipendenza”?

L’estate del 1983 segnò per me grandi  scoperte:  Gaudì,  Mirò,  Picasso; le ramblas e i chiurros al cioccolato;molta musica che non avevo mai sentito prima. Luci e prospettive mai provate. Certo, anche l’adesivo con snoopy appiccicato sul retro delle macchine proclamava la propria catalanità.   Ma cosa importava? La catalogna del 1983 era bella, nuova, solare, divertente. Soprattutto libera.

Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie

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brucia Troia(*)

Il suicidio assistito del genere umano passa, in questi giorni, per i fuochi appiccati ai boschi. E’ bello il fuoco, affascina il suo potere distruttivo. Vedere le pinete trasformarsi in colonne di fumo, la gente in vacanza fuggire, il lavoro paziente di anni distrutto in poche ore. E’ bello sentire la voce delle sirene: mezzi di soccorso, voci di politici. Li senti e li vedi, questi ultimi, con i loro occhi smarriti e capisci che non hanno neanche idea di cosa sia e come funzioni la macchina della protezione civile. Capisci che non capiscono.  Loro non sono lì per dirigere, amministrare. Sono lì per rilasciare dichiarazioni. Che saranno spernacchiate o osannate. Brucia Troia.

L’orrore l’orrore l’orrore

Barbari della Colchide
I vapori s’alzano nell’ombra

per sbaglio

Per gli anni tuoi abbracciati nell’assedio
Per i giardini tuoi favi di miele
I denti mordano la terra nera
Noi gusteremo il giorno
Un giorno ancora
Brucia Troia Brucia Troia

* Troia o Ilio (in greco antico: Τροία o ἼλιονĪlĭŏn– o ΊλιοςĪlĭŏs– e in latino Trōia o Īlium), è sia un antico sito storico dell’Asia Minore, posto all’entrata dell’Ellesponto (Stretto dei Dardanelli), nell’odierna Turchia, attualmente chiamata Truva e popolata da un centinaio di abitanti, sia una città mitica dei testi classici greci.

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Leggevo le interessanti informazioni sul corteo di Trump: le auto con le teste di cuoio, i servizi speciali, i servizi segreti, i dispositivi di comunicazione, i sistemi anti attacco convenzionale e non convenzionale  e tutte le belle robe che ruotano intorno alla sicurezza di un presidente.

Paura, molta paura …

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immuno cretini

In Africa profilassi e vaccini non esistono, e qui purtroppo c’è qualche cretino che dice che le vaccinazioni non servono o che fanno male. Ritorniamo al diritto d’essere cretini. Da medico penso che un genitore che non vaccina i propri figli sia un irresponsabile totale Gino Strada. Che non amo particolarmente, ma quando ce vò ce vò!

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taking climate change “seriously”

Noi tutti abbiamo bisogno di credere. Credere nelle parole che ci vengono dette. Viviamo in un mondo ostile: predatori, calamità naturali, distruzioni causate dal genere umano. Non abbiamo neanche più il conforto dell’aldilà. In cosa possiamo rifugiarci se non in noi stessi? Ecco, allora l’importanza di avere dei politici: delle persone che ci raccontano delle storie, che tracciano scenari, che suggeriscono soluzioni, che investono soldi pubblici in ambiziosi progetti (l’uomo sulla Luna o il riarmo nucleare, scegliete voi). Non sono necessariamente cose vere. Ma basta crederci.  Li votiamo apposta. Per una segreta speranza di vivere meglio e alla grande (delegando magari ad altri le sconfitte e le reali delusioni). Anche se rimane sempre quella sottile inquietudine che, in fondo in fondo, sia tutto una recita. Il politico afferma che farà questo, quello e quell’altro: sanità, scuola, trasporti, lavoro, ambiente. Ecco, appunto, ambiente. Sono anni che si discute di cambiamenti climatici: gli scienziati dicono che sono in atto. I politici un pò tentennano. Non ci credono del tutto. Chi si asserraglia dietro al liberismo chi dietro al post comunismo. Nessuno vorrebbe pagare il prezzo della nostra voracità. Il cambiamento climatico è una sorta di unicorno (o altro animale fantastico): potrebbe esistere. Anzi no. Intanto, fenomeni tipo lo scioglimento del permafrost, la riduzione della calotta polare, la desertificazione, la sparizione dei ghiacciai, l’innalzamento del livello degli oceani,  ma anche delle temperature dei mari procedono indisturbate, con il rischio di innescare processi dagli effetti decuplicati ed irreversibili. Quindi, fanno un pò sorridere l’appello di Macron agli scienziati americani affinchè vadano in Francia ad occuparsi del problema visto che Trump se ne strafotte (una sorta di importazione di scienziati clandestini), ma anche tutta l’inutile diatriba sul disastro ambientale di Pomezia di queste ore  che ha fatto preoccupare i più solo da un punto di vista politico, mentre moriamo lentamente ed invisibilmente ogni giorno. Vittime di noi stessi.

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saremo audaci

Saremo audaci,

assai pugnaci,

non sempre facili

neppure fragili.

Di minoranze

svuoteremo le stanze.

Faremo bello il nostro sogno:

Europa, fraternità, tolleranza

di notte e di giorno.

Vive la France!

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sparare ai ladri di notte

“When they kick at your front door
How you gonna come?
With your hands on your head
Or on the trigger of your gun”

(Guns of Brixton -The Clash 1979)