Archivi del mese: settembre 2016

canotti

Venghino siori, venghino alla grande fiera delle vanità. Venghino a rimirar le varie Leila, Annarita, Vittoria, Giuditta, Jessica, ecc. ecc, che dalle loro camerette, stanzette, tinelli, bagnetti, spiaggette, abitacoli di auto, supermercati e bordo piscina, si atteggiano a gran dame mostrando generose il decoltè e la boccuccia a culo di gallina. Tutte uguali, tutte seriali, tutte fisse a guardar nell’obiettivo,  a lanciare sguardi di conquista verso il nulla.

Qui l’unica tizia interessante in grado di raccontare una storia è effigiata qui sotto…

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vignette

C’è qualcosa che mi sfugge nell’acceso ed utilissimo dibattito sulle vignette dei mentecatti di Charlie Hebdo. Il fatto che si possa  parlare di satira. Satira?

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. » Questo è ciò che pensa la Cassazione. Ora fatemi  capire, un terremoto nella sua naturale ed imprevedibile manifestazione quale aspetto esecrabile dovrebbe contenere? No perchè la prima vignetta sembrava parlasse di quello. O forse parlava di cucina. Poi è arrivata la seconda vignetta e lì, signore e signori, ecco la pochezza culturale del satirico. Le case costruite dalla mafia!!! Cioè parliamo, ad esempio, di Amatrice inclusa nel  Giustizierato d’Abruzzo (1265-1273). Quando la mafia non c’era. Proprio no. Altri problemi, ma non la mafia.

G come generico

Dunque è uscito il nuovo singolo del Liga che si intitola “G come giungla”. E subito mi vien da pensare a “Welcome to the jungle”, ma anche a “Jumangi” (che avevano altri esiti, però). Il video è molto bello e patinato. La scelta dei colori perfetta, la mise del cantante impeccabile, persino la nuance dei capelli. Il motivetto orecchiabile. Ma mi fermerei lì. Ora, caro Luciano Riccardo, che fai musica dal 1988 e dunque dovresti aver raggiunto una certa maturità e consapevolezza, come me li spieghi dei versi tipo:

G come guerra

e giù tutti quanti per terra

non basta restare al riparo

chi vuol sopravvivere deve cambiare

Possibile che con tutte le cose (brutte) che accadono ogni giorno nel mondo questo è il massimo che riesci a tirar fuori? Mamma mia che tristezza.

è proprio quando ti senti un po’ in pace

che sa presentarsi la bestia feroce

Ecco li vogliamo tirare fuori questi coglioni….

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