Archivi del mese: marzo 2014

il risparmio garamond

Si fa un gran parlare delle auto blu vendute su e-bay. Son tutti macchinoni: Lancia, BMW, Alfa Romeo con cilindrate spropositate. Perchè un comune cittadino dovrebbe acquistare un veicolo con almeno 7 anni, che ciuccia gasolio a go-go, solo per il gusto di dire “mi son comprato l’autoblù”? Mi sembra un piacere onanistico.

Invece, a proposito di risparmi, la storia del 14enne americano (di origine indiana) che ha fatto uno studio su come risparmiare l’inchiostro delle stampanti (che ha un costo superiore al profumo Chanel), specie per i documenti ufficiali, mi sembra molto più interessante. E risparmiosa.

il senso della vite (omaggio ai Perturbazione)

Capita, una sera a Roma, di arrivare fin sulla Casilina per assistere al concerto dei Perturbazione. Capita di essere tra un pubblico giovane. Capita di appollaiarsi sopra un’enorme cassa, a pochi metri dal palco, e di godersi una superba esibizione fatta di ironia, forza e generosità. Capita che la band si spenda parecchio anche se il fonico non è all’altezza dell’esibizione. Capita di provare emozioni, di ritrovare un pezzetto di sè stessi. Capita di pensare che Elena Diana sia davvero bella con il suo violoncello in mezzo a tanti uomini schitarrosi. E capita di scambiare due chiacchere a fine spettacolo, di farsi autografare i dischi e di scattare una foto per la posterità.

La vite ha girato nel senso giusto.

adotta una cabina (del telefono)

Un amico fotografo mi ha raccontanto che nel paese più nord della Scozia, la fermata dell’autobus più a nord dell’Inghilterra veniva arredata dalla comunità locale con tendine, merletti e divani per rendere più confortevole il luogo. Da alcuni anni, causa l’imperante strapotere della telefonia mobile, sempre in Inghiterra è partito un progetto interessante di recupero delle tradizionali cabine telefoniche rosse che, adottate con un prezzo simbolico (una sterlina) sempre dalle comunità locali, sono state riadibite a luogo di scambio di libri. E’ un modo per non perdere radici, coesione e senso di appartenenza.

article-0-076651B4000005DC-899_306x423(photo Daily mail)

Non so voi come la pensiate. Per me è una cosa poetica e bella.

servizio pubblico

Sono tre anni che lavoro in un ufficio pubblico, aperto al pubblico, a livello strada. Ho risposto a decine di e-mail, telefonate e lettere per aiutare le persone a districarsi tra norme, apparati ed uffici.  Non è facile, ma si può fare.

Oggi, però, all’ingresso si è presentato un ratto (smarrito a dire il vero). Mi sono trovato un pò a corto di argomenti.

scossoni populisti

5a60738c524593fc79ba3fdea60ebbcb2c4a49e5_mC’è sempre qualcosa da imparare dalla Francia

scelte difficili

Oggi è il 20 marzo. Posso scegliere di festeggiare: “la giornata mondiale della felicià”, l’equinozio di primavera, la festa nazionale della Tunisia oppure Iside.

Non saprei proprio come fare …

 

l’amante ai tempi di internet

“L’amante” è una figura (categoria?) che non conosce crisi. Esiste da sempre, in ogni luogo del globo, ed è causa, spesso, della rovina di uomini e donne. “L’amante”, in genere, viene tenuto/a nascosto proprio per evitare di incorrere in accidenti, scenate di gelosia, omicidi (vedi Baronessa di Carini), lancio di piatti o lettere aperte ai giornali  (vedi Veronica Lario). Serve, essenzialmente a lenire le pene del cuore, ma aveva senso molto di più in passato quando alla base dei matrimoni c’era la convenienza (sociale e economica) e quasi mai l’amore. Per alcuni farsi “l’amante” serve a salire di status. Per altri è un diversivo. E’ indubbio che trattasi di costoso e complicato passatempo (vedi Piero Marrazzo), la cui vera molla dovrebbe essere almeno nel 99% dei casi la trasgressione ed il piacere del “proibito” (ma su questo aspetto direi che oggi, considerato che i veti cattolici sono un pò più blandi rispetto al passato, non c’è più quel gusto unico).   Ovviamente, nell’era ipertecnologica presente avere “l’amante” è ancora più difficile, poichè i sistemi di controllo sono alla portata di tutti, dallo smartphone a “google street view”, ed ogni nostro passo viene tracciato e spiato dai satelliti (verrebbe quasi da rifugiarsi “into the wild”).

via salandra 2008(gli amici ritratti nella foto, disponibile su google maps, sono irriconoscibili. E non hanno l’amante)

Quindi l’idea di Spike Jonze di fare un film su un uomo che si innamora di un sistema operativo (OS1) che diviene il suo “amante” mi è piaciuta assai.