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La forma dell’acqua (recensione a scoppio ritardato)

Oh, Guillermo, Guillermo! Tu che tutto tocchi e trasformi in incubi meravigliosi che siano film, cartoni, sceneggiature, persino tovaglioli di carta. Tu che da piccino devi aver convissuto con mostri , hai il dono di unire il macabro al romantico. Anche in questo film cupo eppur bello come il fondo dell’oceano.

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tutto quello che vuoi (e forse anche un pò di più)

Ieri io e l’amore mio … Ovvero una recensione cinematografica come non se ne leggevano da tempo!

Ieri, io e l’amore mio, dopo secoli, siamo usciti e siamo andati al cinema. Di martedì. La nostra scelta è caduta sul film italiano “Tutto quello che vuoi” del regista (ma soprattutto sceneggiatore) Francesco Bruni.

Un film fresco. Nonostante si parli di vecchiaia, alzheimer e, alla fin fine, morte. Un film garbato, a tratti divertente, anche un pò commovente. Un bel modo di far dialogare giovani e vecchie generazioni su temi come la poesia, l’amore, la memoria, la felicità. Strepitoso Giuliano Montaldo nella parte dell’anziano poeta, ma anche i giovani ragazzetti sgangherati, che in qualche modo finiscono coinvolti nel trascorso ormai prossimo a svanire, sono avvenenti e centrati.

Insomma, un bel film. Lo consiglio.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,

t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:

così ti amo perché non so amare altrimenti…

la tartaruga rossa

Si doveva festeggiare il compleanno dell’amore mio, ieri. Così abbiamo raccolto la famiglia e siamo andati a vedere al cinema (vicino casa) il film “La tartaruga rossa”  dello Studio Ghibli.

Un film bellissimo: per disegni, musica, atmosfera, dialoghi (inesistenti) e storia. Un film sull’amore e sulla vita, noi che siamo tutti isole perse in mezzo al mare.

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Oh, Jackie, Oh

Lacrime e sangue. Se dovessi fare una recensione sintetica a questo film. Un viaggio lento nel dolore di chi era fino a pochi attimi sulla cresta dell’onda e, dopo uno sparo, non è più nulla e non ha più nulla. Un film lento, composto, senza sbavature. Perfetto come solo Jackie poteva essere. Senza nulla lasciare al caso anche quando la vita è distrutta e nulla sarà più come prima. Per curiosità mi sono andato a riprendere il numero di National Geographic del marzo 1964 e sì, i fatti narrati e ricostruiti sono stati proprio quelli. Un funerale come rappresentazione e glorificazione. La costruzione del mito, guidata passo dopo passo.

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captain fantastic (very boombastic)

Donne! Vedere Viggo Mortensen con i gioielli di fuori, in una delle scene di questo film, non ha prezzo. Ma, a parte la facile battuta, Captain fantastic, con o senza barba, è un film strano: una storia semi-surreale, un lungo funerale hippy, una tragedia sfiorata, un essere contro, ma non troppo. In fondo, una resa incondizionata al mondo di oggi che non lascia spazio a nessuna fuga o alternativa reale.  Un film amarognolo, anche un pò lento.

Però bello.

La mia vita da zucchina

“La mia vita da zucchina” è un film di produzione franco-svizzera. In stop motion. Un pò come “pingu”, alcuni film di Tim Burton o i “cartoni” dell’est europa comunista. E’ un film delicato, lento, colorato. Che tratta un argomento difficile (l’infanzia maltrattata) senza cadere nel patetico. Un breve volo di aquilone.

Sing street

Chissà perchè ci tenevo così tanto ad andare a vedere questo film… Forse perchè ambientato nel 1985, anno in cui mi aggiravo per le vie di Londra per una vacanza studio e vivevo uno dei periodi più belli della mia vita. Forse perchè la musica del 1985 era forte. Forse la musica era forte perchè ero adolescente. Insomma, il tempo crea distorsioni e la memoria fa brutti scherzi. E c’è sempre una bella differenza tra aver vissuto ed essersi fatti raccontare le cose.

Ah, il film mi è piaciuto. Molto-assai.

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