Archivi del mese: settembre 2012

anacoluto? e mo’ so’ affari tuoi!!!

Ci son delle parole che mi affascinano per come “suonano” e per quello che racchiudono (o potrebbero racchiudere): olisitico (è sempre associato alla parola approccio: deve essere una tecnica di seduzione), crasi (una stato di crisi, però molto molto peggiore), frattale (di uomo che si nasconde tra le fratte),  sicofante (guerriero affetto da singhiozzo), nugale (contrazione delle parole nuziale e frugale, ovvero una contraddizione in termini).

Beata ignoranza.

Annunci

da qui a dieci anni

Io e l’amore mio siamo usciti, di venerdi sera, per una cenetta romantica. Lo facciamo “random”, sfruttando spesso i coupons (che, signora mia, ormai si spende troppo per tutto), per stareun pò  insieme lontano dai marmocchi. Le nostre serate sono “random” perchè non sappiamo bene cosa succederà. Ieri, ad esempio, abbiamo mangiato dell’ottima cucina “hong-konghese” sotto enormi lampadari rossi simili ad alghe di vetro e poi siamo usciti per fare una passeggiata a Campo de’ Fiori. E lungo la nostra via, sempre molto a caso (per non dire a casaccio) abbiamo incontrato: negozi con articoli dai prezzi proibitivi (ed ingiustificati), macchine parcheggiate ovunque, una seduta di psico terapia di gruppo in piazza, locali, localini, localucci, localoni, botteghe d’arte e rigattieri. Ma anche un gruppetto di sedicenni, a piazza Farnese, che erano molto loquaci e molto brilli. Abbiamo parlato un pò con loro,sentendoci, per ovvi motivi di età, un pò come dei marziani. E non è facile capire come mai un ragazzetto di buona famiglia, con la macchinina, il telefonino, non stupido (ha citato a memoria persino Dante), possa trovare divertente stordirsi di alcool per festeggiare un compleanno.

Come è anche difficile immaginare come ci comporteremo noi, tra dieci anni, quando anche i nostri figli saranno cresciuti e proveranno la stessa noia, le stesse bugie, gli stessi dolori.

la politica? E’ tutto un magna-magna

Mai antico adagio fu più appropriato.

fatti non foste a viver come bruti, ma per postare e condividere la canoscenza

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”

(Divina Commedia- Inferno- canto XXVI)

Ci ritorno su, perchè il tema mi appassiona. Sono in arrivo appuntamenti interessanti nel mondo dei social network. In particolare gli “istagrammati” si riuniranno a Torino il 22 settembre p.v. per parlare e vivere il fenomeno della “rivoluzione fotografica” del XXI° secolo: come fotografarsi i piedi e farli vedere a 5 miliardi di esseri umani. A parte la facile battuta, ciò che più mi intriga di queste esperienze e di tutto ciò che ruota intorno al web ed alla telefonia smart è la possibilità di creare fenomeni virali, l’abbattimento delle strutture e dei processi pre costituiti, nonchè il vivere in una società liquida ove anche il più futile scatto, ad esempio, può divenire una piccola opera d’arte o un fenomeno di massa. Certo, il rischio del futile e dell’inutile è sempre in agguato, ma vuoi mettere la “canoscenza”.

Il padre Dante, secondo me, sarebbe contento. Certo, manca ancora la “virtute”, ma Dio, si sà, è morto da un bel pezzo.

 

il primo giorno di scuola

Torme urlanti di ragazzini in grembiule si ammassano contro le porte della scuola. Al suonar della campanella il fiume si riversa dentro, con gioia festante. Non immaginavo che ci fosse così tanto desiderio nei piccoli di tornare tra i banchi dopo le vacanze estive.

Forse vogliono liberarsi, finalmente, dei loro stressanti genitori.

 

 

 

qual’è il tuo karma?

A sinistra Liam Gallagher, cantante degli Oasis, a destra John Dodgson, “general thief e bad character”. La natura fa degli scherzi incredibili (a parte il taglio di capelli ed il colore degli occhi)!! E se il Dodgson si fosse reincarnato in Gallagher? Questo spiegherebbe il rissoso carattere del cantante?

PS la foto segnaletica originale (senza Oasis) proviene da un fondo della Polizia di Newcastle degli anni ’30, rinvenuto da un robivecchi.

la fabbrica delle nuvole

E questi sono stati giorni di nuvole. Cariche di pioggia e fulmini. Dense e spumose, striate e  rosee. Sempre nuove, sempre diverse.

Non mi sono mai sentito così vicino al cielo.