Archivi del mese: ottobre 2013

che politica del tweet

Ma siamo proprio, proprio, proprio sicuri che la politica 2.0, ipertecnologica, ipaddista e twitterifera sia sinonimo di modernità e cambiamento?

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italy in a day

Ce l’ho fatta. Il 26 ottobre ho confezionato il filmato (4 minuti) con la cortese partecipazione di Bumburella e sono riuscito a postarlo sul sito di “Italy in a day” senza troppa fatica.

Non so se verrà preso in considerazione, ma il progetto creativo mi piace.

esserci quando meno te lo aspetti

Rifuggo da sempre i riti collettivi: lo stadio, le manifestazioni, i raduni, le messe. Eppure, sabato scorso c’era l’occasione di partecipare ad un evento (con sponsor) al “Circolo degli artisti”. Un concerto di un artista romano, in compresenza con un artista torinese. Il tutto innaffiato da abbondanti schizzi di wiski (bello scritto così) americano con etichetta nera. Sicchè ho abbandonato la famiglia, ho attraversato la città e mi sono messo in scia a decine di ggggiovani attratti dalla chimera. Sicchè (di nuovo sicchè) veni, vidi, vici poichè sono arrivato che il concerto era già finito, ma c’era la fila comunque, sono entrato ed ho percorso in fila metri di spazi saturati da una folla inebetita, circondato dal nulla gggiovane. Poi ho girato i tacchi e sono tornato a casa.

Il rito collettivo è così: è importante esserci, anche se non c’è nulla …

der kommissar

portfolio_multimedia_bancapopolareintra_pict02a me faceva ridere nel 1979

graffiti di muschio

Ieri è stato un tour de force con li piccini. Due feste la mattina ( di cui una in un parchetto giochi) ed un evento educativo pomeridiano. Durante  la seconda festa PiccoLeo ha stretto amicizia con dolcissima coetanea (Chiara) con cui ha avviato un interessante percorso botanico fatto di foglie prese agli alberi, raccolta di muschio e lancio di pezzetti di muschio. Tutto molto green. Bellissimi, insieme.

Io vorrei che mio figlio non crescesse MAI. Ma è impossibile.

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l’insostenibile leggerezza dell’essere

ffaf53f75a059658909e7fffe4710b8aa788ee9f_mHo visto questa foto ed avrei voluto scriverci qualche riflessione su. Ma parla abbastanza da sola (anche se è volgare, lo sò,  ma viviamo in un mondo volgare. Pazienza)

essersi rotto di stare al mondo

Stare al mondo: che curiosa espressione. C’è un  sacco di gente che sta al mondo senza un perchè. C’è chi sa stare al mondo, chi è uomo di mondo, chi ha girato il mondo,  chi ha messo il mondo sotto sopra. In questo periodo non mi sento molto “self confident with myself” per motivi che non riesco a spiegarmi. Inoltre, non mi aiutano notizie quali il suicidio di illustri registi, l’affondamento di barconi di immigrati, film cileni tipo “Gloria” o una cena guasta in un locale deprimente. Vieppiù avverto un certo sconforto nel constatare che il tempo passa e certe cose non tornano più. Neanche se implori i santi.

E un pò sì, mi sono rotto….

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