Archivi del mese: agosto 2015

oggi mi fermo un pò

Un articolo sul colonialismo italiano, un documentario sullo sbarco degli albanesi a Bari nel lontano 1991, le foto dei bambini annegati e spiaggiati che circolano su Facebook da alcune ore. Cosa hanno in comune queste cose? Le coscienze dormienti.

BARI - 1991 agosto 1991  LO SBARCO DELLA MOTONAVE VLORA CARICA DI CLANDESTINI ALBANESI -   La nave vlora in porto - foto Arcieri - Quaranta

BARI – 1991 agosto 1991 LO SBARCO DELLA MOTONAVE VLORA CARICA DI CLANDESTINI ALBANESI – La nave vlora in porto – foto Arcieri – Quaranta

Annunci

echi di Le Corbusier (in Abruzzo)

E’ morto Le Corbusier, evviva Le Corbusier! Sono appena passati 50 anni da quando quest’uomo dagli occhialini rotondi, inventore del modulo seriale ripropositivo, si è allontanato al largo nel mar di Francia e non è più tornato. Un grande maestro del moderno (anche se io nei suoi casermoni giganteschi non ci vivrei manco morto) che ha provato ad influenzare anche altre menti. Ecco, le altre menti. Quelle che pianificano e urbanizzano i territori. Prendiamo ad esempio l’Abruzzo, la “regione verde e dei parchi”. Una terra di costruttori, in realtà: le migliori maestranze vengono da lì. Operai che hanno edificato Roma negli anni del “boom” e che da oltre 50 anni costruiscono nel loro territorio i famosi “casermoni” d’Abruzzo: cubature gigantesche e spesso inutilizzate. Villette a schiera ed alberghi mastodontici in cima a pizzi scoscesi ed irraggiungibili, scheletri di case iniziate negli anni ’70 e mai finite (complete di comignolo, coppi e vuoti), aree industriali dismesse con tetti di amianto da bonificare, orrendi cementifici piazzati proprio lì, nei Parchi. E piccoli centri urbani, popolati da anziani destinati all’oblio. Umani che abitano tante piccole casette in pietra che lentamente si spallano e vengono giù. L’Abruzzo degli orribili monumenti ai caduti, del moderno che invecchia subito ed alla prima scossa di terremoto si frantuma. L’Abruzzo fiero, che non vuole abbassare la testa, che ha protestato per il G8 de L’Aquila quando sono venuti i potenti della terra ed ha spernacchiato Renzi proprio poco tempo fa (ma spernacchiare Renzi ormai è lo sport nazionale. Vediamo chi si stanca prima). L’Abruzzo mai domo, fatto di gente onesta e generosa, abbarbicata al pezzettino di terra: il micro fazzoletto coltivato a uva o  ad ortaggi o lasciato andare in malora (ma che non te lo venderà mai … cascasse il mondo).  L’Abruzzo con le chiese e le chiesette. Quelle nuove, costruite da poco. Quelle che se ci fosse stato Le Corbusier, appunto, sarebbero state tutt’altra cosa. Due esempi per tutti?

La chiesa di San Silvestro a Sivignano, provincia de L’Aquila. Qui sotto in tutto il suo “splendore” architettonico (con tanto di madonnina in “piscina”, scritta a lettere romane dell’anno di costruzione MCMLVI e campanile rinnovato):

sivignano chiesa san silvestro

E la chiesa della Madonna della neve a Roccaraso, immaginata e realizzata con ben altri esiti:

chiesa madonna della neve roccaraso

Ah, Le Corbusier, Le Corbusier …

la carità pelosa

11.295.002 sono gli abitanti censiti al 2010 in Grecia.

86.000.000.000 di euro sono gli aiuti finanziari stanziati dall’Europa (dalla Germania) per aiutare a risolvere la crisi greca.

Questo significa 7.613,99 euro a cranio, ovvero 634,4989285 euro al mese per ogni greco per un anno. Una sorta di sussidio di povertà.

la fantasia dei popoli

“Anzi distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.” (Esodo 34.13)  Quando vedo gli uomini barbuti che distruggono siti archeologici e sventolano improbabili bandiere nere; quando vedo i loro mitra ed i loro coltelli; quando vedo le loro vittime inermi … capisco  che l’umanità non ha fatto un passo dai secoli bui della storia. E’ come se il tentativo di affrancarsi dalla condizione di bestie, possibile solo attraverso la cultura, lo sviluppo del pensiero libero, la discussione e la critica, venga ricacciato da nuove fameliche bestie ignoranti. Il nostro futuro assomiglia ai deserti di Marte.

giallo d’estate

Esterno notte. Seduto su una panchina di cemento e metallo al binario 5 della stazione Priverno-Fossanova, aspetto il treno delle 21:08 per Roma Termini. L’aria è fresca e poche persone gironzolano sfuocate, nel deserto della notte. L’altoparlante annuncia il passaggio di due treni in transito sui binari 4 e 5 e in pochi minuti la mandria di bisonti di ferro  passa facendo tremare la terra (sarebbe così facile buttarsi sotto). Per la mia attesa stringo tra le mani un libro vecchio di vecchi racconti gialli (estate del 1985) trovato per caso in casa di amici. Le pagine sono consumate e porose, stanche. Racconti perduti e ritrovati, senza una fissa dimora, senza un padrone.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

silenzi squarciati

Ho un amico. Un amico grande, anche fisicamente. Un amico che tiene tutto dentro. Un amico disordinato ed in difficoltà. Un amico che vorrebbe, ma non sempre può. Un amico che si nutre di istinti, paure,  accelerate e testa coda. Un amico innamorato, sempre innamorato. Un amico che non capisce e spesso non ti fa capire. Un amico che guardi un pò da distante. Un amico che a volte si confessa e ti regala emozioni segrete. Un amico raro.

Prologo

1 minuto e venti secondi: scatta il fischietto ed Axl Rose, di bianco vestito, si libera degli occhiali da sole e comincia la sua indiavolata performance sul palco del Giants Stadium nel New Jersey. Testa, microfono, balletto. Capelli lunghi e lisci scossi davanti alla folla in delirio, mentre i chitarroni e la batteria martellano il ritmo di “Paradise city”. Sputi, mutande, bandane, letti sfatti, lattine di birra vuote, capelloni (e tutto il repertorio heavy) condensati in sette minuti scarsi. E’ il 1988. I Guns and Roses non li conosce nessuno, ma nel video sembrano delle star talmente affermate e famose da far tremare i polsi. L’album da cui è tratto il brano è stato pubblicato pochi mesi prima ed il gruppo è la spalla del tour degli Aerosmith, in circolazione da qualche annetto prima di loro. Il pubblico, nonostante striscioni, magliette e merchandising vario, è lì, in realtà, per qualcun altro. Ma se nel 1988 vedi per la prima volta in TV, su Videomusic, il video dei Gunners e senti l’energia della loro musica non puoi fare a meno di pensare: “Cazzo! So’ gajardi !!!” Il gruppo è una scommessa riuscita: un disco, immagine e stile ben definiti. Risultato: milioni di dollari. La sensazione di aver centrato l’obiettivo al primo (ed ultimo colpo) e di poter campare di rendita per il resto della tua vita.