farfalle

La fuffa mediatica di questi giorni è dedicata alle farfalle, agli inguini mostrati, alla contrapposizione belle figliuole-inutili maschi. Di fuffa trattasi. Cui vorrei far da contraltare invitando le masse ad andare a vedere “The iron lady”. Un film bellissimo, con una strepitosa Meryl Streep che interpreta i fantasmi senili di Margaret Thatcher, già primo Mininistro inglese e dimostrazione vivente che quando le donne ci si mettono sono capaci, ah se sono capaci!

“Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei”. (ipse dixit)

impara l’arte e mettila da parte

una recensione a metà

Vorrei parlare, in modo precario, di due film attualmente in programmazione: “Hugo Cabret” e “The artist”.  La precarietà sta nel fatto che del primo sono riuscito a vedere solo il primo tempo, causa “Leolino anni due scassapalle che non ne voleva più sapere”, mentre del secondo ho visto solo il  trailer, ma letto una vagonata di commenti in giro. Con un così parziale bagaglio di conoscenze (da far invidia ad un vero giornalista) la mia personale sensazione è la seguente: siamo in piena crisi da “verginità perduta”. Altrimenti perchè un Martin Scorsese avrebbe dovuto tirare fuori una storia che ruota intorno alla figura di Georges Méliès , illusionista e primo vero sperimentatore delle tecniche cinematografiche (la somiglianza con Ben Kinglsey è sorprendente)? Per  mostrare, forse, quant’era bella la “macchina dei sogni”, quant’era più pura e semplice la società, piena di speranza verso un futuro che, invece, stava per riservarci un secondo conflitto mondiale? Credo di sì. Come pure la storia muta ed in bianco e nero di “The artist”, collocata in un’epoca ben definita, in un momento di cambiamento è lo spunto per parlare d’amore con semplicità e con un linguaggio  facile da comprendere (senza mediazioni, senza “stuporoni”).

Più dei film tutti effetti speciali, più dei milioni delle superproduzioni, più di qualsiasi tentativo di stupire e di spostare l’asticella un pò più in là, i due film in questione sono uno sguardo all’indietro per capire da dove siamo partiti e che strada abbiamo fatto (cinematograficamente parlando,  ma non solo). I linguaggi sono cambiati e viviamo nell’epoca della sovrabbondanza, ma siamo sicuri che tutto ciò ci serve? Gli spezzoni in bianco e nero delle comiche originali dell’epoca in Hugo Cabret hanno fatto uno strano effetto sul pubblico, come se il nocciolo della questione fosse  lì, in un angolo remoto del nostro cuore: tornare ad essere piccoli, tornare a guardare il mondo con occhi nuovi e felici.

giocando a tetris

Stanotte bambolina uno è rimasta a dormire nel lettone di mamma e papà. Il che è equivalso, per me, a dover dormire di fianco, su una striscia di pochi centimetri, sospeso sul vuoto.Ma le combinazioni possibili, sono quasi infinite. E più sono piccoli, più riescono ad essere capaci di invadere ogni piccolo spazio.

Nella vignetta sopra riportata alcune posizioni speciali già ampiamente testate…

Dottor Zivago

Pareva di stare nella steppa siberiana. Mancavano solo i lupi. Però, invece, eravamo solo a Roma. Dove ha nevicato di nuovo, sia pure in modo disomogeneo sulla città (e nulla  a che vedere, comunque, con le carrettate di neve che hanno sommerso Abruzzo, Marche, Molise, Basilicata  ed Emilia Romagna). Ho affrontato il nuovo cimento con giacca a vento, stivaletti tattici e buona volontà.

Comunque due nevicate così, nell’arco di una settimana, a Roma non s’erano mai viste.

appeso ad un filo

Ci sono momenti nella vita in cui senti che, sebbene stai dando il massimo, le cose non sembrano mai complete…

con gli occhi al cielo

Ieri mattina, vicino l’ufficio, è caduta una lastra di ghiaccio da un tetto, dopo le abbondanti nevicate, distruggendo una facoltosa Mercedes parcheggiata in spregio alle regole del codice della strada sul marciapiede. Una piccola, divina, vendetta che rende il cuore degli oppressi dalla malaeducazione leggermente più leggero. Però, nel tornare a casa, lungo la via ho tenuto gli occhi rivolti verso l’alto ed i sensi vigili, casomai il buon Dio, avesse voluto farmi scontare qualche passato peccato.

Sono vivo, per adesso.

la magia persa

La gente si indigna e la capisco pure: tutte quelle ore fermi in treni che non sarebbero mai dovuti partire. Al freddo ,senza luce, senza generi di conforto, bloccati dalla neve.

Eppure, verso mezzanotte, è successa una cosa strana: ho guardato fuori dalla finestra e nevicava piano. Prima stavo facendo altre cose, ma l’improvviso silenzio mi ha messo in allarme. Ed in effetti è come se a Roma avessero messo il silenziatore: niente auto, niente rumore. Solo bianca, fredda neve.

Un pò di questa piccola magia e di quest’atmosfera sospesa, la gente se la dovrebbe godere. Nonostante tutto.

Anche perchè domani, sarà di nuovo papocchio.

tempo reale

In questo momento fuori dalla mia finestra si vedono i fiocchi di neve turbinare. Grossi fiocchi, enormi fiocchi, giganteschi fiocchi. Per la gioia dei meteorologi (e di qualche politico).

è una questione di classifica

La prima classifica ufficiale del 2012 l’ha sfornata la rivista Rolling Stone con “I 100 dischi italiani più belli di sempre”. Che scritto così verrebbe da chiedersi chi è il “Sig. Sempre” e cosa ha fatto di male per essere considerato più brutto di 100 vinili.

Ma passiamo oltre. Ho scorso la lista: al numero 1 Vasco Rossi, al numero 100 Antonello Venditti. Ci si potrebbe quasi stare. Poi si scorre la lista dei primi 20 e si scoprono delle cose interessanti, tipo che Battiato viene prima di Battisti, mentre De Andrè viene prima di Jovanotti e già così ci sarebbe moltissimo da dire.

Io Celentano l’avrei messo un pò più in basso e anche gli Area (chi caz… sono? Mai coperti!) . Cmq ognuno c’ha le sue preferenze, le sue simpatie, le sue simpatie. E’ il campionato (del superfluo),  bellezze…

1. Vasco Rossi: Bollicine

2. Franco Battiato: La voce del padrone

3. Lucio Battisti: Una donna per amico

4. Fabrizio De Andrè: Crêuza de mä

5. Jovanotti: Lorenzo 1994

6. Vinicio Capossela: Ovunque proteggi

7. Diaframma: Siberia

8. CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti: Linea gotica

9. Area: Arbeit Macht Frei

10. Adriano Celentano: Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra

11. Luciano Ligabue: Buon compleanno Elvis

12. CCCP Fedeli Alla Linea: 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età

13. Edoardo Bennato: I buoni e i cattivi

14. Rino Gaetano: Mio fratello è figlio unico

15. Elio e le Storie Tese: Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu

16. Subsonica: Microchip emozionale

17. Pino Daniele: Nero a metà

18. Massimo Volume: Stanze

19. Verdena: WoW

20. Francesco De Gregori: Rimmel